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venerdì, settembre 23, 2005

Gli inquietanti misteri di Monsieur Pink Rabbit


Attenzione: il seguente post è da considerarsi totalmente Off-Topic. La redazione di BlankPage si scusa per lo "svicolone" di widget e promette per il futuro una serie di post in linea con lo spirito e lo stile di questo blog.

Io sono un coniglio. Rosa. Sono sdraiato a pancia su. Sembro morto. E sono rosa. Ho una missione. La mia missione non l'ho pensata da solo, perché non ho un cervello. Cioè, sono rosa e senza cervello. La mia missione l'hanno pensata una serie di artisti. Io mi limito ad eseguire il compito che mi è stato affidato, cerco di centrare l'obiettivo della mia missione. La mia missione, purtroppo, non so qual è. Ma so che sono rosa. E grande, tanto grande. Un coniglione. Rosa. Sono, forse, in Piemonte. Non ho voce. Se avessi una voce direi: "Cerea, né!". Se avessi una voce. Ma ho solo il rosa. Intorno a me ci sono persone. Mi guardano. Non vedo che mi guardano perché sono a pancia su e guardo tutto il giorno il cielo. Ma sento che mi guardano. A volte sento che mi calpestano. Coniglione rosa calpestato. Come un'aiuola all'acido. Io sono, forse, un'opera d'arte. Coniglione rosa, muto, decerebrato e artistico. Calpestabile, anche. Colletto Fava. Qui mi hanno messo a pancia su. E mi calpestano. E se avessi delle emozioni li odierei, perché mi schiacciano la pancia e mi camminano sulla faccia. Odio rosa calpestabile. Perché. Domande. Cioè, perché sono qui? Perché mi calpestano? Perché sono grande, un coniglione? Perché sto a pancia su? Carota. Quella vorrei se fossi un coniglio di dimensioni da coniglio e con i colori da coniglio. Io sono un coniglione. Rosa. Senza carota. Calpestabile. 2025. Aspetterò che la missione sia compiuta.

Fonte: 133mu0ng3110 - Ananova

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